L’accessibilità del patrimonio architettonico. Una sfida progettuale tra trasformazione e conservazione FIRENZE, LISBONA

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Vista dei due nuovi ingressi sulla piazza. L’ingresso di sinistra conduce agli spazi museali
nella parte interrata, e l’ingresso di destra invece al resto degli spazi dell’istituto. Fotografia di
Pietro Savorelli ©.


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Sezione sull’ingresso all’Istituto con la nuova scala e l’ascensore
per la distribuzione verticale. Disegni di Ipostudio ©

Rendere accessibile il patrimonio architettonico esistente rappresenta un obbligo culturale a cui la nostra società deve rispondere attraverso nuove strategie progettuali. Le strategie devono essere espressione di un nuovo atteggiamento culturale che veda il bene monumentale come luogo di con- tinua e intensa ricerca progettuale e non come un “corpo cristallizzato” sul quale operare interventi una tantum, scarsamente integrati. Attraverso tec- nologie leggere e reversibili si possono approntare interventi edilizi nell’ambito dei beni monumentali che puntino a preservare il bene nel tempo e a renderlo disponibile a tutti cittadini garantendo il diritto all’accessibilità.
L’obiettivo di questo contributo è capire quali sia- no, oggi, gli obiettivi che il progetto architettonico deve raggiungere quando interviene sul patrimonio edilizio esistente in funzione di una riconversionee riorganizzazione degli spazi ad uso pubblico. Il progettista che si trova ad affrontare la sfida di garantire l’accessibilità spaziale del patrimonio monumentale di pregio e la fruibilità di beni e ser- vizi culturali al numero più alto possibile di profili di utenza, dovrà compiere lo sforzo di instaurare un dialogo tra tutte le discipline che intervengono nel progetto di architettura contemporaneo affinché si realizzi un intervento di trasformazione integra- to. Il progetto dovrà tendere alla rigenerazione degli spazi, attraverso una trasformazione che garantisca l’efficacia e la fruibilità degli ambienti e la tutela della sicurezza dei fruitori. Ciò significa operare in direzione di un uso contemporaneo di spazi sottoutilizzati attraverso la valorizzazione funzionale, tecnologica, ed economica degli stessi. La creazione di nuovi luoghi urbani in organismi architettonici esistenti, deve rendere sicura e possibile la fruizione di queste strutture al più alto numero di profili di utenza e, al tempo stesso, deve risolvere il dialogo tra l’identità dell’esistente e il progetto di innesto contemporaneo. Tale compito può essere svolto solo dalla figura dell’architetto che, ancora una volta, sarà chiamato ad assolvere ai principi vitruviani di firmitas, utilitas e venustas. La riconfigurazione del patrimonio edilizio esistente deve avvenire in maniera organica all’interno del progetto di architettura piuttosto che attraverso numerosi e sovrapposti interventi ‘di fortuna’ che spesso ledono il diritto sancito dall’art. 30 della Convenzione O.N.U. sul diritto alle Persone con disabilità.Le difficoltà legate a risolvere in maniera efficace il tema dell’accessibilità spaziale dei beni artistici sono dovute a due atteggiamenti culturali: da un lato la scarsa importanza che viene assegnata a tale argomento rispetto ai bisogni della società, la quale ha scarso interesse ad investire in tale campo; dall’altro l’intrinseca difficoltà della nostra attuale società, nell’intervenire sul patrimonio archi- tettonico esistente attraverso operazioni di trasfor- mazione tramite il progetto di architettura. Interventi “chirurgici”, circoscritti, ma riconoscibili e dotati di una forte identità architettonica, possono trasformare un edificio dal punto di vista spaziale, valorizzando la sua identità storica e adeguandolo agli usi contemporanei. Per illustrare le possibilità che il progettista ha di risolvere le questioni dell’ac- cessibilità integrandole nel progetto di trasforma- zione e riconversione degli spazi, illustreremo due best-practices di interventi a scala urbana. Il primo è l’intervento di recupero del Museo degli Innocenti a Firenze, opera di Ipostudio; l’altro, invece, il progetto di Falcão De Campos Arquitectos di un percorso pedonale assistito che consente la risalita al castello di San Jorge nel centro di Lisbona.

Date

Nuovo Museo degli Innocenti: 2008-2011 (proget-

to); 2012-21016 (realizzazione).

Risalita al Castello di San Jorge: 2009 (progetto); 2010-2013 (realizzazione).

Stato di fatto Realizzato. Investimento

Nuovo Museo degli Innocenti: Progetto finanziato

da Istituto degli Innocenti e da Regione Tosca- na, Fondi Europei FAS. Importo complessivo:

6.642.000 Euro.

Soggetto proponente

Luigi Vessella, Dipartimento di Architettura, Univer-

sità degli Studi di Firenze.

Autore

Luigi Vessella, PhD Assegnista di Ricerca presso

Dipartimento di Architettura, Università degli Studi

di Firenze

Mirko Romagnoli, PhD Student Dottorando presso Dipartimento di Architettura, Università degli Studi di Firenze

Info luigi.vessella@unifi.it TM: 3402385199